Cinque domande a M. P. Black
La rosa e il pugnale

M.P. Black
Dedichiamo la seconda intervista in cinque domande a M.P. Black, autrice del romanzo La Rosa e il Pugnale, che verrà presentato presso la libreria Canova di Conegliano, in via Cavour 6/B (TV), venerdì 1° febbraio ore 20.30. Ad accompagnare l’autrice sarà la scrittrice Claudia Tonin.
Vi lasciamo ora all’intervista… la parola a M.P. Black!
Come prima domanda, una richiesta difficilissima: raccontaci la trama de La rosa e il pugnale… in breve!
“La rosa e il pugnale” è un romance a sfondo esoterico, con qualche momento horror e fantasy.
La protagonista è Amélie Morel, laureanda alla facoltà di architettura di Parigi.
Amèlie, con un gruppo di compagni e sotto la supervisione dell’affascinante professore Claude Rolland, partirà alla volta di Carcassonne, patria dei Catari, con lo scopo di effettuare uno studio sulla cittadella restaurata.

La Rosa e il Pugnale
Al suo gruppo, però, se ne unirà un altro che proviene dall’Università di Grenoble e lei si troverà a dover collaborare con Louis, il suo ex fidanzato.
Contemporaneamente, però, conoscerà anche l’affascinante Jean, che rapirà il suo cuore.
A Carcassonne ritorneranno a galla gli incubi del suo passato e lei si vedrà costretta ad accettare il suo destino, quello cioè di comunicare con gli spettri per aiutarli a raggiungere la Luce.
Nel vetusto albergo in cui alloggia, Amélie verrà tormentata dal fantasma di un uomo che non le dà tregua, ma molti altri spettri le appariranno, con il loro aspetto orribile e le continue invocazioni di aiuto.
Amèlie, allora, cercherà conforto tra le braccia di Jean, ma dovrà vedersela anche con Louis, sempre più geloso del loro rapporto.
Allora, con l’aiuto della sua migliore amica Fleur, che è una sensitiva, tenterà di capire come aiutare lo spettro che la tormenta e di trovare un significato alla presenza, nell’albergo, di parecchi quadri raffiguranti una rosa trafitta da un pugnale.
Amèlie, col passare dei giorni, verrà a conoscenza di una verità sconvolgente, legata anche ai Catari e al loro leggendario tesoro, che la porterà al confine tra la vita e la morte.

Come è nato “La Rosa e il Pugnale”?
Il romanzo è nato come progetto editoriale e io ne sono rimasta entusiasta sin dall’inizio.
Dopo aver ricevuto qualche dritta sulla trama, ho effettuato delle ricerche approfondite per capirne qualcosa di più sui Catari e su quel particolare periodo storico.
E a questo ho aggiunto la mia passione per i fantasmi e per il mistero dell’aldilà.
Così, alla fine, è nata la trama de “La rosa e il pugnale”, un romanzo al quale tengo particolarmente, dato che lo sento davvero vicino a me e alle mie passioni.

La rosa e il pugnale – quarta di copertina
Qual è il tuo personaggio preferito e quale ti ha fatta arrabbiare?
Ho adorato sin da subito lo spettro protagonista, del quale però non posso rivelare il nome, altrimenti farei troppi spoiler.
E’ stato semplice scrivere di lui, mi sono appassionata a farlo muovere e parlare.
Me lo sono sentito vicino, quasi fosse accanto a me mentre scrivevo di lui. E sembra che sia il personaggio preferito anche dei lettori, dato che racchiude in sé una serie di pregi notevoli, quali il coraggio e una sensibilità spiccata verso gli altri.
Ho trovato un po’ difficile, invece, descrivere il personaggio del professor Claude Rolland.
Non posso logicamente scendere nei dettagli, ma Rolland mi ha messa davvero alla prova. E’ un tipo tosto, che sa esattamente ciò che vuole.
Ma è anche un personaggio scomodo e oserei dire antipatico.
Non è stato facile caratterizzarlo, perché temevo sempre di cadere nello scontato o comunque di enfatizzarlo in alcuni atteggiamenti.
A quanto pare, però, sembra che anche questo personaggio sia risultato gradito ai lettori.

M.P. Black e Claudia Tonin alla presentazione di Conegliano
Com’è nata l’ambientazione di “La rosa e il Pugnale”?
Sapevo che il romanzo doveva essere ambientato a Carcassonne, e soprattutto nella parte restaurata, ma ho voluto farlo partire da Parigi, che è una città che adoro e che mi è rimasta nel cuore.
E’ stato comunque facile far muovere i personaggi a Carcassonne, perché le ricerche che ho effettuato mi hanno aiutata a capire com’è strutturata la città, sia nella parte moderna che in quella restaurata.
A tutto questo ho aggiunto il dettaglio della rosa e del pugnale, di cui logicamente non dirò di più, essendo un particolare molto importante nello svolgimento della trama.

I Guardiani delle anime, di M.P. Black
Il tuo rapporto con la scrittura: è cambiato qualcosa nel tuo modo di affrontarla in questa opera rispetto alle precedenti?
Direi che la mia scrittura è cambiata parecchio, rispetto ai miei libri precedenti, innanzitutto perché “La rosa e il pugnale” è scritto in prima persona, una novità assoluta per me.
Inoltre, questo libro mi ha permesso di affrontare temi esoterici, che mi hanno sempre affascinata.
Ho studiato ed approfondito i Catari, provando compassione per la loro fine terribile, e ho avuto l’opportunità di inserire degli spettri nella trama.
Insomma, questo libro mi ha consentito di esprimere davvero tutta me stessa e credo di aver fatto un buon lavoro. Poi, ho voluto inserire un personaggio che mi assomiglia molto (e di cui non dirò il nome, dovrete scoprirlo leggendolo!!!) cosa che non ho assolutamente fatto con i libri precedenti.
La “Rosa e il pugnale” è un romanzo intenso, coinvolgente, che mi ha aiutata a sperimentare un nuovo metodo di scrittura e ad affrontare finalmente temi che mi sono davvero tanto cari.
Ringraziamo M. P. Black, in bocca al lupo per la presentazione!
Altre opere di M.P. Black pubblicate da Edizioni Domino: I Guardiani delle Anime
Opere di Claudia Tonin pubblicate da Edizioni Domino: Le cronache di Gaia – Pearls