Il manoscritto in valutazione, qualche consiglio per l’invio agli editori
Ogni editore ha le sue regole, ma alcune piccole dritte possono essere utili per evitare di essere cestinati senza passare dal via.
In questi ultimi mesi la casella postale di Edizioni Domino dedicata agli autori ha avuto qualche problema e così si è intasata di testi da valutare.
Ne sono arrivati tantissimi, di ogni genere e appartenenza, cosa di cui ringraziamo in questa sede i numerosi Autori che hanno pensato a noi per pubblicare i loro testi.
Purtroppo, come sapete se avete visitato il nostro sito, per quest’anno il programma è già al completo, quindi si parlerà di accettare nuovi testi per l’anno 2013.
Una buona notizia ci giunge da una scoperta archeologica: il mondo non dovrebbe finire il prossimo 21 dicembre perchè i Maya hanno lasciato traccia di altri calendari più completi, recentemente trovati in nuovi scavi. Perciò si spera di continuare a pubblicare anche nel prossimo ciclo.
Per le indicazione relative alla modalità di invio a Edizioni Domino rimandiamo alla pagina apposita, tuttavia vorremmo oggi affrontare l’annoso problema di come presentarsi a un editore, non necessariamente noi, per fare una buona impressione, mettendo insieme le necessità degli autori e quelle di chi apre le mail.
Spesso nei manuali per aspiranti scrittori si legge il consiglio di inviare i manoscritti a un solo editore per volta, ponderando bene la scelta dopo aver controllato a fondo il suo catalogo. L’ideale è conoscere il nome di chi riceve la mail. Ma in ogni editrice questo segreto viene custodito come il sacro Graal, per questo si consiglia anche di contattare autori che hanno pubblicato con la stessa editrice.
Ma va là…. i tempi medi di risposta vanno sull’ordine dei mesi, quasi sempre le risposte negative non vengono nemmeno inviate, quindi se un autore non vuole invecchiare cliccando la posta deve mandare il testo a un certo numero di case editrici.
Si comincia in effetti selezionando e studiando le mosse, poi si procede a tentoni e infine si arriva a invii massivi a tutti gli indirizzi reperibili on line. Ci siamo passati tutti.
Lo sanno anche nelle case editrici, non se la prende nessuno se nell’intestazione l’autore rimane generico. Ed è per questo che gli editori, noi compresi, mettono condizioni di invio.
Ok ricevere manoscritti insieme ad altri 500 indirizzi, però almeno l’autore deve dirci in modo succinto che cosa sta proponendo. Dalla e-mail questo si deve capire subito, così come chi legge deve sapere a grandi linee da chi riceve la e-mail.
Noi chiediamo in allegato una scheda con biografia, sinossi, dati del testo, proprio per facilitare sia chi invia sia chi legge nella presentazione, ma è buona norma compilare la lettera che accompagna gli allegati anticipando i dati salienti. Ma solo quelli…
buongiorno, mi chiamo****, vorrei proporre alla vostra attenzione il mio manoscritto di genere ***, che considero adatto alla collana ***. In allegato trovate come richiesto la scheda contenente la mia biografia, la sinossi, i dati salienti del manoscritto (noi chiediamo: numero di battute spazi inclusi, numero di cartelle standard, genere, età di riferimento dei lettori: poi vi spieghiamo il perchè), più un file con alcune pagine dell’opera.
In attesa di un vostro riscontro porgo cordiali saluti. Firma.
Inutile raccontare nella lettera metà del libro, o tutta la vostra vita. Se siete un autore con diverse pubblicazioni segnalatelo in una righetta: ho già pubblicato centocinquanta romanzi con *** ma vorrei sottoporre a voi il mio ultimo lavoro.
Se siete esordienti, e siete coraggiosi, ditelo: sono un’autore esordiente e vorrei proporvi in valutazione la mia prima opera.
Noi non accettiamo autori esordienti e questo ci fa sembrare molto cattivi, però è stata una decisione presa dopo lunghe riflessioni. Domino è una piccola editrice che non può permettersi battage pubblicitari dal costo elevato e un esordiente necessita quasi sempre di essere pubblicizzato parecchio perchè ancora non è conosciuto. A meno che non abbia mille amici che comprano il suo libro e lo pubblicizzano, difficilmente riesce a ottenere risultati soddisfacenti a costo zero.
Ricordatevi che gli amici sono sempre felicissimi per voi quando pubblicate il primo romanzo, anche perchè si aspettano copie omaggio per sé e per i parenti e credono, inoltre, che l’autore sia improvvisamente diventato ricchissimo. Cari amici esordienti, lo sappiamo bene che qui in Italia non funziona così. Se state leggendo questo post sapete già che Jessica Fletcher e Castle sono solo telefilm e che autori come la Rowling si chiamano fenomeni letterari perchè costituiscono un’eccezione alla regola. Alla settantesima casa editrice che vi chiede soldi per pubblicare e alla centesima che rifiuta il testo cominciamo tutti a dubitare di essere il prossimo caso letterario. Ma questo non deve fermare la creatività, nè impedirci di scrivere, semmai deve aiutarci ad analizzare criticamente ciò che inviamo, magari revisionarlo ancora e affinare le tecniche di invio. In ogni caso, non contiamo sulla famiglia e sugli amici per incrementare le future vendite.
Tornando alla nostra e-mail, sarebbe meglio evitare di sembrare completamente pazzi.
Noi abbiamo ricevuto lettere molto divertenti, alcune delle quali ci hanno incuriosito sull’opera, però conviene non esagerare con l’estrosità:
Ciao bell’editore, sto scrivendo questa lettera dal manicomio perchè non credono che sono Jack Kerouac. Però sono io, ve lo giuro, infatti vi ho mandato il mio romanzo come dimostrazione.
Non cercate di essere troppo sicuri di voi, facendo passare il messaggio che chi valuta non capisce niente (magari sarà vero, però ha il coltello dalla parte del manico):
Ehi, sono qui! Voi sarete i miei editori, perchè io sono er mejio, vi sedurrò con le mie parole, vi sevizierò con le mie frasi, vi colpirò a morte col mio stile: senza di me non siete nessuno… No, grazie. Mi basta una mail così per pensare che l’autore non accetterà né tagli né revisioni, perchè considera il suo un capolavoro fatto e finito. Poi magari nella prima pagina troviamo “pò”.
Non esagerate nemmeno con l’umiltà, parlando del vostro testo come del peggiore mai scritto: magari è un buon libro, ma potremmo credere che nella mail avete detto il vero e non lo guardiamo neanche.
Ricordatevi che chi apre le e-mail potrebbe essere chiunque: la zia dell’editore, un addetto apposito, l’editore stesso, un amico di famiglia…
Potrebbe non essere chi valuta, ma solo una persona che smista le richieste, quindi mettete ben in chiaro che opera avete scritto. Ecco, spesso il problema è saperlo.
Se avete scritto un saggio è facile, però se avete scritto un romanzo di fantascienza in cui gli elfi alieni combattono contro i talebani per il possesso delle risorse petrolifere nel mare del Nord e il protagonista è un’investigatore mezzo vampiro accompagnato da un’avvenente dominatrice… ehm…
A parte che questa trama E’ MIA, L’HO APPENA INVENTATA IO… be’, comincia a essere dura collocarla in un genere specifico.
Fatevi aiutare dal buon senso. Selezionate i caratteri dominanti (per l’appunto) del romanzo e proponetelo per la collana di quel genere. Se gli alieni elfi sono più alieni che elfi non è fantasy ma fantascienza con contaminazioni fantasy, se la dominatrice ne fa di tutti i colori sottolineate il fondo erotico ed evitare di dire che si tratta di un’opera per young adult.
E’ difficile, per chi l’ha scritta, incasellare un’opera in binari chiari. Specie se l’autore pensa di avere effettivamente costruito qualcosa di innovativo; però, almeno per ottenere la valutazione, questo sforzo va fatto, perchè state certi che non lo faranno quelli che si smazzano cinquanta manoscritti al giorno. Date indicazioni chiare e lasciate che poi chi legge si sorprenda della vostra sinossi e delle vostre pagine.
A chi apre le mail interessano di solito pochi dati: oltre a sapere chi siete e che cosa avete scritto, deve sapere quanto è lungo il manoscritto, se si tratta di un’opera singola o se sono previsti dodici romanzi prima di sapere chi è l’assassino; deve poter passare la scheda a chi valuta quel determinato genere.
Per questo noi chiediamo di dirci subito il numero di battute spazi compresi (il conto ve lo fa word) e il numero di cartelle standard.
Per fornire questo dato non entrate in crisi, non è necessario formattare il testo con caratteri strani o infilarlo in cartellette pinzate: la cartella standard è un’eredità dei testi scritti a macchina, per cartella si intendeva foglio A4 tutto scritto, il che significava circa 2000 lettere e spazi.
Una volta calcolato il numero di battute con gli spazi è sufficiente dividere il valore per 2000 o anche per 2400 (se il romanzo è lungo vi consiglio per 2400, così non spaventate l’editore
) e riportate il numero.
Noi chiediamo sia le battute che le cartelle perchè così non facciamo il conto noi e… sì, è un piccolo ostacolo che poniamo, tipo “test d’ingresso”, perchè se non sai usare word e non conosci un minimo le necessità e le terminologie editoriali comunicare con te ci sarà difficile.
Sempre per il principio che non sapete chi riceve la mail, dovete supporre che si tratti di una persona potenzialmente ipovedente a causa delle eccessive ore al computer, tendenzialmente isterica, sicuramente di fretta.
Conclusione: usate caratteri abbastanza grandi. No a times new roman 2 interlinea singola, magari giallo.
No alla storia della vostra vita di otto pagine nella mail, solo poche righe di presentazione (vedi sopra), perchè chi smista difficilmente vorrà diventare vostro confidente, ma solo sapere come vi chiamate e perchè volete essere letti.
La mail dovrebbe essere breve, concisa, educata, indicante con chiarezza gli allegati. Se allegate tre file ditelo: sinossi, biografia, pagine del testo. Date a quei file nomi comprensibili, eventualmente rinominateli per l’invio.
Sul nostro pc di solito usiamo nomi creati per riconoscere i file, oppure lasciamo che word decida da solo nel salvataggio, però chi riceve potrebbe rimanere spiazzato di fronte ad allegati che si chiamano “pippo 1, iome12, qwertyasd”.
Un piccolo “rinomina” ci presenterà come persone serie.
Due parole su questi allegati…
La biografia.
Ci è capitato di ricevere diverse biografie secondo il modello europeo contenenti curriculum scolastico, lavorativo, mansioni ricoperte in vari settori… pagine e pagine che non hanno nulla a che fare con le attività letterarie. Quando si invia a un’editrice conviene preparare un curriculum ad hoc, perchè l’editore non intende assumervi ma pubblicare una vostra opera.
La biografia di un autore è diversa da quella da presentare a un possibile datore di lavoro. E’ giusto indicare titoli di studio, età, lavoro, ma ciò che interessa sono le vostre attività letterarie. Se avete dodici master in campo astronomico ma avete scritto un romanzo rosa per ragazzine è superfluo passare in rassegna per l’editore titoli accademici, pubblicazioni scientifiche e quant’altro, farà sicuramente più colpo se inserite nella biografia che avete collaborato con una scuola superiore per un progetto scolastico sull’adolscenza.
Il discriminante non è quante lauree avete, ma quanto avete dimestichezza col mondo letterario ed editoriale, con l’argomento che trattate e con il pubblico di riferimento.
D’accordo, oggigiorno un calciatore vende più libri di un giallista veterano, ma questo vale solo se siete famosissimi in TV. Ecco, magari se siete una velina conviene dirlo, ma qui è un altro discorso.
Dire tutto si può, basta farlo nel modo giusto: siete scrittori, no?
La sinossi
Anche per quanto riguarda la sinossi è inutile imbrogliare.
Sicuramente avete trovato molti consigli su come scriverla, ci avete perso notti e giorni per completarla, avete sudato, pianto… ed eccola pronta: ventitrè pagine. Ovviamente sapete che la lunghezza consigliata è una – due facciate, perciò, nell’impossibilità di tagliare, inviate un testo scritto dai puffi, che sta giusto in due pagine, ma che se viene reidratato diventa a sua volta un romanzo.
Nella sinossi dovete dare un’idea della trama, compreso il finale, non far capire tutte le genealogie presenti nella storia, gli antefatti e le mosse dei singoli personaggi passo dopo passo.
Siate spietati con voi stessi e con il vostro lavoro, scrivete poco, perchè tanto se scrivete troppo chi smista darà giusto un’occhiata alla prima riga e non capirà nulla della qualità che proponete.
Il problema è che la trama è complessa? Nella sinossi dovete dare un’idea della complessità senza per questo rendere la stessa incomprensibile.
Un bravo scrittore deve saper raccontare in una facciata (cartella standard… hehehe) tutta la sua storia. Tenete conto che l’impatto visivo è fondamentale: dimostrate di avere padronanza nell’uso di word e dei programmi di videoscrittura, impostando bene anche margini e caratteri. Sempre a prova di talpa.
Infine, qualunque sia il vostro modo di impostare questa presentazione di voi e della vostra opera, ricordate che la prima impressione che date è quella che permetterà al vostro testo di essere richiesto e valutato per intero, quindi tenete conto che chi riceve la vostra mail è il vostro primo potenziale lettore.

































